La Orda (1)

Era fuggito da casa . Le estenuanti ore di lavoro, la sua famiglia che amava ( padre e madre ) e i suoi amici che mai ascoltavano la sua dolcezza e timidezza , lo avevano deciso a trovare una via di fuga, un posto lontano dove trovare se stesso, farsi accettare e cercare - almeno per il momento - di vivere i suoi 17 anni . Aveva preso l'aereoplano ed era sbarcato all'aereoporto Charles De Gaulle di Parigi. Aveva fatto il cambio-valuta ed aveva scoperto che i suoi soldi racimolati con le ore di lavoro avevano molto valore là in Francia . Gli aveva cambiati ed aveva accumulato più di 6.000 franchi francesi, quando un caffè all'aereoporto costava 2 franchi ed appena uscito , al barretto di fronte , ne costava 0,65 . Era quasi ricco, si disse . Aveva un autonomia di diversi mesi se riusciva a controllarsi come lui sapeva bene . prese la metro per risparmiare ( 0,80 franchi ) e si diresse in centro . Camminò per ore, a testa bassa, pensando a ciò che aveva fatto e al fatto che non aveva avvertito nessuno di dov'era. Si sentiva in colpa ma sapeva bene che una situazione del genere non la poteva più reggere . Attraversò il centro notando solo glossariamente le sculture, i palazzi, gli edifici ottocenteschi : le meraviglie di Parigi. Con lo sguardo dolce si fermò per una colazione ad una croissenteria : cappuccino e croissant furono d'obbligo :). Si mise a riflettere sulla situazione e decise che c'era troppa gente là attorno per trovare un posto per alloggiare ; forse era meglio in periferia . Mentre gustava la colazione ( era sbarcato alle 05.45 ) osservava la frivolezza genuina delle persone e di come - chi non andava a lavorare - era tranquilla tranquilla nel suo cercar posti da fotografare o videoregistrare con la videocamera . Era un posto piacevole . In lontananza la tanto acclamata Torre Eiffel . Dopo mangiato e pagato ( 1,85 ) si rimise a camminare . Gli piaceva camminare ; lo faceva sentire vivo . Sentire gli odori, i rumori delle auto, del tram, della metro, i discorsi della gente comune e non . Passarono quasi tre ore e si ritrovò in in quartiere dal nome La Horde. la orda . Chissà che voleva dire ... Forse si chiamava così perchè c'erano un sacco di persone . Forse era un continuo schiamazzare di rumori, di caos . Non sapeva, però gli edifici lo affascinavano : gli sapevano di qualcosa di nascosto, da nascondere, da nascondersi . Era un luogo perfetto per non farsi trovare e ritrovarsi . Bussò al primo piccolo affitta-camere e quando gli disse il prezzo dopo avergli fatto vedere la cameretta piccola ma pulita rimase stupito ( ma non lo diede a vedere al proprietario ) : 7 franchi a notte con uso bagno e colazione . Perfetto, si disse . Accettò . Salì poi sopra al secondo piano , si fece una doccia nel bagno piccolo ma pulito e oltremodo accettabile e si mise a letto sotto le lenzuola . Si sentiva stressato e ancora in colpa per ciò che aveva fatto, per il fatto di essere scappato senza dir niente a nessuno però sentiva di avere preso la decisione giusta. Sentiva come se le cose stessero per cambiare, in meglio . Con un dolce sorriso fra le labbra si addormentò .

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