Calma piatta grigia
Si ritrovarono in un vicolo, in pieno centro della città. Erano le tre del mattino passate. Strade deserte con illuminazioni di colori tenui, negozi chiusi, qualcuno a rientro per casa, qualcuno in auto. Una città da milioni di abitanti era rimasta con migliaia di giorno e di vuoto di notte . Era passato il tempo in cui splendeva. La donna era sui cinquanta, sopra il metro e settanta e portava un tailler grigio scuro che dava su un marrone spento che la faceva donna di esperienza in tematiche burocratiche, calze non troppo chiare e scarpe con tacco basso. Capelli corti, taglio serio . Al polso un bracciale in oro spento appena più grande del polso . Due orecchini non visibili e una collana scura con una piccola pietra chiudevano il suo abbigliamento . Era appoggiata al muro . Davanti a lei un uomo che sicuramente in passato non sarebbe passato inosservato . Alto sopra il metro e ottanta, viso leggermente squadrato ma lungo, occhi neri, sopracciglia folre e capelli neri con qualcuno bianco . Giacca aperta, camicia scura marrone e pantalone classico . Scarpe eleganti con suole in gomma .
L’aria che tirava non era delle migliori .
Stavano litigando . No, forse discutendo animatamente .
Ma sempre a bassa voce .
“Allora è così, eh ? Avete provocato voi tutto questo e gli altri pagano le conseguenze . Come sempre, vero ?!”
“Signor Dullivan, noi non abbiamo provocato tutto questo con intenzione . Non abbiamo fatto calcoli che portassero a ciò che sta avvenendo . Non lo volevamo .”
“È già successo ! Non sta avvenendo ! Dite sempre così, ma non è la prima volta ! Perché pensate sempre a voi ? Perché pensate che gli altri non valgono ? Se io sono qui è perché per pura casualità che uno dei miei lo ha saputo . Non vede le strade vuote ? Non le vedete voi ?”
“La prego di non fare il moralista ... “
“Le posso assicurare che non lo sono . Non posso permettermelo . Sono un ufficiale e le posso assicurare che so’ come gira il mondo .”
“E allora cosa vuole ? Perché ha voluto incontrarmi ?”
“Deve dire ai suoi di fare ritornare la normalità . La gente è abbandonata a se stessa da troppo tempo . Pensa che tutti sappiano difendersi da sé ? Strade che sono diventate pericolose, persone che escono a comprare il cibo correndo perché non sanno cosa potrà succedergli, militari spariti dalla circolazione e nessuno sa a chi rivolgersi, mentre il crimine irrompe nelle loro case . Smettetela di lucrare su tutto, avanzando con ipotesi inventate . Il danno lo avete fatto voi . Ed è solo vostra la colpa .”
“È questo il suo messaggio ?”
“Sì, e lo riferisca a chi deve perché il tempo sta passando .”
“Devo aggiungere anche questo ? È un ultimatum, giusto ?”
“Ultimatum ? E da chi ? Da me ? Dai miei uomini ? No, si sta sbagliando . Non ho voce in capitolo, ne’ io né i miei . Non so neanche chi ci sia dietro a tutto questo . Sapevo di lei e basta . Ma per esperienza so che nessun calcolo è mai esatto . L’ho saputo io e non so chi altri ma credo proprio di non essere stato il solo ; sarebbe troppo facile .’
“D'accordo .”
Ho capito.
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